MIOPIA

La miopia è il difetto visivo più frequente (circa il 35% della popolazione ne è affetto) con forti variazioni tra gruppi etnici (maggiore incidenza nelle popolazioni asiatiche ed ebraiche, minore incidenza in quella africana). Sono presenti fattori ereditari, soprattutto per le miopie elevate, anche se il meccanismo di trasmissione ereditario non è univoco. Questo difetto può comparire già nell'infanzia, in particolare durante l'età scolare e nella pubertà, e progredire poi in varia misura fino ai 20-25 anni. In questa fascia d'età un ruolo molto importante è svolto dal prolungato sforzo visivo per vicino (lettura, computer...).

Anche la curvatura della cornea e le caratteristiche del cristallino incidono sull'entità della miopia. Tale difetto di vista viene corretto con lenti negative (divergenti), che spostano il piano di focalizzazione in corrispondenza del piano retinico, montate su occhiale o con lenti corneali (lenti a contatto).

A partire dagli anni Cinquanta si è iniziato a proporre degli interventi chirurgici correttivi per la miopia. Inizialmente venivano eseguite incisioni chirurgiche radiali sulla cornea non a tutto spessore (Cheratotomia radiale). Tale metodica si proponeva di ottenere una variazione della curvatura corneale appiattendola e variandone il potere refrattivo. L'avvento successivo dei laser (ad eccimeri e più di recente a femtosecondi) ha cambiato radicalmente la filosofia ed i risultati della chirurgia refrattiva nella miopia. Le tecniche più utilizzate sono la PRK (Fotocheratotomia refrettiva) e la LASIK (Cheratomileusi intrastromalecon laser ad eccimeri).

Prima di eseguire la PRK viene rimosso lo strato superficiale della cornea (epitelio corneale), che si riformerà nei giorni successivi al trattamento. In seguito con il laser ad eccimeri si "scolpiscono" gli strati superficiali riducendone lo spessore di alcuni micron, variando pertanto la curvatura della cornea fino ad ottenere l'effetto correttivo della miopia.

La LASIK invece ottiene questi effetti di riduzione di spessore e di variazione di curvatura agendo su strati più profondi della cornea. Anche in questo caso prima di utilizzare il laser si rimuove provvisoriamente, in maniera chirurgica (con un microcheratomo) o con un laser a femtosecondi, una lamella corneale, che a termine del trattamento viene riapposta e nei giorni successivi riaderirà senza necessità di suture.

La scelta tra queste metodiche è legata sia alle caratteristiche e all'entità della miopia sia alle caratteristiche della cornea. Esistono poi altri metodi di correzione della miopia, più invasivi dei precedenti, che si avvalgono dell'inserimento di una lente intraoculare o della asportazione e sostituzione del cristallino. Va comunque sottilineata la caratteristica "correttiva" e non "curativa" di queste metodiche. L'occhio miope infatti è morfologicamente diverso da un occhio non miope: essendo più lungo di un occhio emmetrope, tutte le strutture in particolare vitreo, retina e vasi retinici sono molto più delicati. Pertanto dopo un trattamento di chirurgia refrattiva con pieno risultato correttivo permangono le problematiche dell'occhio miope e le accortezze conseguenti.

Ne è una prova la maggiore incidenza di miopia in paesi ad alto sviluppoe ad alta e prolungata scolarizzazione. Nella miopia si ha un allungamento dell'asse antero-posteriore del bulbo oculare; si parla quindi di un occhio più lungo della norma, per cui le immagini vengono focalizzate davanti al piano retinico (un millimetro di allungamento corrisponde circa a 3 diottrie).

(Leggi il comunicato stampa della Società Oftalmologica Italiana)

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