Comunicato stampa della Società Oftalmologica Italiana in data 25/4/2020

Roma, 25 aprile 2020 - Prediligere il computer allo smartphone, non avvicinarsi a meno di 50 cm dallo schermo e, soprattutto, fare una pausa di 1 minuto ogni 20 passati davanti a uno schermo. L’obiettivo è ridurre il sovraccarico del sistema muscolare degli occhi che permette di mettere a fuoco le immagini. Più piccolo è l’oggetto della nostra osservazione, più ci avviciniamo, più forte è l’impegno della muscolatura oculare. Per rendere efficace la pausa è necessario guardare l’infinito oltre i 3 metri. L’ideale è alzarsi e guardare fuori dalla finestra. La pausa non ha alcuna efficacia se si smette di guardare il computer e ci si concentra sullo smartphone. Il provvedimento in assoluto più utile è passare almeno 2 ore all’aria aperta meglio quando i raggi della luce del sole sono perpendicolari come nelle ore del mezzogiorno. Sono alcuni comportamenti che Matteo Piovella, Presidente della SOI – Società Oftalmologica Italiana - raccomanda per contrastare l’insorgere della miopia nei bambini. Il momento più delicato è quello tra gli 8 e i 13 anni, l’età dove normalmente si sviluppa il difetto visivo più diffuso al mondo, che arriva a interessare circa una persona su due nei ventenni nel mondo occidentale, con punte di incidenza totalizzanti nel mondo asiatico orientale.

Il problema rischia di acuirsi con l’epidemia da coronavirus e la prolungata quarantena che ha fatto lievitare il numero di ore trascorse davanti ai monitor, complice anche l’avvento della didattica a distanza. Del resto, è ormai un dato di fatto che i nostri occhi rispondono a migliaia di stimoli digitali, e recenti studi hanno dimostrato che la maggior parte delle persone trascorre in media 8 ore (con picchi fino a 15 ore) guardando schermi a distanza ravvicinata. Ma è nell’età dell’evoluzione che si possono attuare importanti strategie per prevenire questo disturbo. 

«I bambini che stanno meno all’aria aperta, come accade purtroppo oggi, sono più predisposti a far progredire la loro miopia – sottolinea Piovella -. Per questo è fondamentale, quando si svolge un’attività da vicino, come ad esempio l’utilizzo di computer o videogiochi, ogni 20 minuti fermarsi per un 1 minuto, distogliere gli occhi dallo schermo, per fissare lo sguardo all’infinito in lontananza e rilassare la messa a fuoco prima di ritornare a lavorare. Nei bambini la messa a fuoco è automatica e il mantenere questa tensione ininterrottamente, senza fare piccole pause prestabilite, pare collegato con l’aumento della miopia». 

«Voglio sensibilizzare in primo luogo gli insegnanti, soprattutto in questo periodo di scuola telematica – continua Piovella -. Si tratta ormai di indicazioni consolidate, verificate e validate a livello internazionale. Nella didattica a distanza per i bambini è ovviamente fondamentale anche ridurre le ore rispetto al normale orario scolastico e comunque prevedere degli intervalli, in particolar modo nei ragazzi dagli 8 ai 13 anni, l’età in cui normalmente si sviluppa la miopia». 

Il problema della miopia è purtroppo diventato un problema endemico: nei paesi asiatici negli ultimi 15 anni ci si sta avviando verso il 100% di ragazzi miopi.

In Europa i numeri stanno molto aumentando tanto che nella popolazione con età compresa tra 60 e 65 anni i miopi sono il 16%; nella popolazione tra 25 e 29 anni più del 47% e nelle generazioni più giovani questa percentuale è oggi in fase esponenziale di aumento. Per questo Piovella raccomanda un radicale cambio di abitudini per l’impegno visivo da vicino di tutti i bambini.

«Dovremo fare in modo che i nostri ragazzi possano trascorre minimo 2 ore al giorno all’aria aperta, quando possibile, specialmente nell’orario intorno a mezzogiorno perché sembra che le a luce naturale del sole abbia una funzione difensiva nell’evoluzione della miopia. Per cui i bambini che stanno meno all’aria aperta, come accade purtroppo oggi, sia a causa dell’emergenza Covid 19 sia per i troppi impegni extra scolastici a cui spesso sono sottoposti, sono più predisposti a far progredire la loro miopia. Ma resta fondamentale andare periodicamente dall’oculista: bisogna fare i controlli suggeriti perché queste visite hanno anche il compito di individuare, man mano che crescono, l’esistenza di piccoli difetti visivi che magari non vengono percepiti né dal ragazzo né dai genitori ma possono creare difficoltà e frequente affaticamento nel mettere a fuoco gli oggetti» sottolinea il Presidente SOI. 

Tra le raccomandazioni anche quella di non sottovalutare la sindrome dell’occhio secco, anche se riguarda più gli adulti che i bambini: «È una patologia molto diffusa (circa l’80% delle donne dopo i 40 anni e il 60% degli uomini) dovuta in sintesi alla riduzione delle sostanze che mantengono la giusta lubrificazione dei nostri occhi – ricorda Piovella -. Se esiste la necessità è fondamentale lubrificare gli occhi, che altrimenti iniziano ad arrossarsi e a darci fastidio. Questa accortezza è ancor più importante per chi indossa le lenti a contatto, che sono comunque un corpo estraneo e creano reazioni di difesa ben conosciute. Esistono dei lubrificanti senza conservanti, idonei e compatibili con l’uso di lenti a contatto e comunque utili per chi lavora molto al computer, poiché nel guardare uno schermo si sbattono meno le palpebre (l’ammiccamento è ridotto di tre volte) e quindi gli occhi si lubrificano meno e si seccano. E lacrimano di più perché sono meno lubrificati».

Va preferito il computer rispetto allo smartphone «poiché di solito lo guardiamo ad una distanza maggiore rispetto al cellulare che quindi stanca di più gli occhi» e bisogna prestare attenzione alle “luci blu” anche se, come sempre, tutto dipende dalla durata dell’esposizione: «Gli studi finora eseguiti su computer e cellulari non hanno rilevato un numero di radiazioni minimamente paragonabile all’emissione di luce blu delle lampade utilizzate per illuminare l’interno dei supermercati le uniche che oggi destano attenzione per un corretto utilizzo. Ad ogni modo oggi le normali lenti trasparenti degli occhiali possiedono, cosa che prima non era possibile, dei filtri contro i raggi UVA e contro la luce blu, con protezione del 100%» conclude Piovella.

Infine, preferire sempre dispositivi col monitor più grande e tenere una distanza di lettura di 70 - 80 cm: «È necessario per far sforzare di meno gli occhi – conclude Piovella -. Per lo stesso motivo aiuta a non stancarsi evitare di guardare film sul telefonino. Si vedono spesso bambini che tengono i videogiochi a 15 cm dagli occhi mentre è bene ricordargli che gli schermi non vanno tenuti così vicini ma è giusto allontanare le braccia per quello che possono. La storia si ripete: anche le nostre mamme ci insegnavano a stare seduti composti e distanti dalla televisione».

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