GLAUCOMA AD ANGOLO STRETTO

Il glaucoma ad angolo stretto, o più correttamente “Glaucoma primario da chiusura d’angolo”, può assumere diverse forme cliniche accomunate tra loro da una ridotta ampiezza dell’angolo camerulare. Può presentarsi in forma cronica, intermittente o acuta (circostanza sicuramente più drammatica). L’ampiezza dell’angolo camerulare e la sua morfologia sono variabili fisiologicamente da occhio ad occhio. Sono molte le situazioni in cui l’angolo presenta dimensioni ridotte tuttavia non tutte portano al glaucoma. In presenza di un angolo ridotto di ampiezza vanno poste comunque maggiori attenzioni alla sua evoluzione nel tempo.

Esistono vari tipi di valutazione della ampiezza e della morfologia dell’angolo camerulare:

  • Sistemi ottici diretti o con l’ausilio di particolari lenti diagnostiche (gonioscopia);

  • Sistemi ottici computerizzati (Scheimpflugg camera);

  • Sistemi basati sull’uso di ultrasuoni (ecografia UBM) o valutazioni con l’OCT.

Molto importante, a parte le situazioni acute o in cui le valutazioni sull’angolo spingono ad una immediata decisione di intervento, è seguire nel tempo eventuali variazioni. Infatti le dimensioni e la morfologia dell’angolo possono variare nel tempo, influenzati da varie condizioni, come il possibile aumento dello spessore del cristallino che sposta in avanti il diaframma irido-pupillare o la possibilità maggiore che eventi scatenanti aumentino il rischio di chiusure dell’angolo. Una particolare riduzione di ampiezza dell’angolo altera la idrodinamica endooculare condizionando aumenti della pressione oculare anche elevatissimi come accade negli attacchi acuti.

La sintomatologia avvertita può essere di periodica dolenzia e spesso di appannamenti della visione e di aloni attorno alle fonti luminose, soprattutto serali o in condizioni di una maggiore dilatazione della pupilla.

Infatti la dilatazione della pupilla (midriasi), in molti casi di angolo stretto, con un aumento dello spessore dell’iride, può provocare fenomeni di chiusura dell’angolo (“affollamento dell’angolo”) con rialzi anche marcati del tono oculare. L’evento più drammatico, possibilmente da prevenire, è l’attacco di glaucoma acuto. Tale evento, che si presenta come attacco improvviso di dolori oculari, arrossamento intenso oculare e calo improvviso di vista, riveste un carattere di urgenza di intervento.

Nei casi in cui si sospetti la presenza di una forma cronica o intermittente, risultano molto utili, oltre alle valutazioni sull’angolo, la Perimetria Computerizzata e l’OCT. In quasi tutti i casi di glaucoma ad angolo stretto, la terapia risolutiva è la iridotomia laser. Tale trattamento laser, che viene eseguito ambulatorialmente con un laser YAG, provvede a creare un piccolo foro sull’iride, in prossimità della sua parte periferica, di solito nei settori superiori.

La iridotomia crea un by-pass tra la camera anteriore e posteriore, impedendo che l’umore acqueo crei un’ulteriore spinta sul diaframma irideo, occludendo l’angolo. Nelle immagini seguenti sono rappresentati l'azione del laser e gli effetti che esso produce a livello dell'angolo camerulare.

Nella maggior parte dei casi tale intervento è risolutivo e a breve distanza di tempo si ha un allargamento dell’angolo camerulare, con minori fluttuazioni della pressione oculare.
In alcuni casi in cui la riduzione di ampiezza dell’angolo è sostenuta da altre situazioni anatomiche, si può rendere necessario in alternativa o in associazione alla iridotomia, un altro tipo di trattamento laser: l’Iridoretrazione o iridoplastica. In questo caso vengono eseguiti una serie di piccoli spots laser 

sulla superficie iridea medio periferica, onde provocare una modica retrazione sulla radice dell’iride e l’ampliamento dell’angolo. In alcuni casi, in cui il restringimento angolare è causato da un aumento di spessore del cristallino, può essere indicata, soprattutto se questo è catarattoso, la sua asportazione (intervento di cataratta ed inserimento di cristallino artificiale).

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